Calcolare l'ISEE passo per passo: reddito, patrimonio e scala di equivalenza

Calcolo dell'ISEE

L'ISEE si calcola dividendo l'ISE, cioè il reddito del nucleo più il 20% del patrimonio, per il parametro della scala di equivalenza, che dipende da quante persone compongono la famiglia.

Le regole sono quelle del DPCM 159 del 2013, con le modifiche successive riportate nelle istruzioni ufficiali per la DSU del 2026. Il calcolo lo fa l'INPS, ma capirlo aiuta a controllare l'attestazione e a sapere che cosa cambia l'ISEE: un risparmio in più, un mutuo che scende, un figlio che nasce. Qui trovi la formula, le franchigie principali, la scala di equivalenza e un esempio completo.

La formula dell'ISEE in tre passaggi

Il DPCM 5 dicembre 2013, n. 159 definisce l'ISEE come il rapporto tra l'ISE e il parametro della scala di equivalenza del nucleo familiare. L'ISE, a sua volta, è la somma dell'indicatore della situazione reddituale (ISR) e del 20% dell'indicatore della situazione patrimoniale (ISP). In pratica:

  1. si calcola l'ISR, il reddito del nucleo al netto di alcune detrazioni;
  2. si calcola l'ISP, il patrimonio mobiliare e immobiliare al netto delle franchigie, e se ne prende il 20%;
  3. si sommano i due valori e si divide per il parametro della scala di equivalenza.

Il 20% è un quinto: con un patrimonio rilevante di 15.000 euro, nell'ISE entrano 3.000 euro. È un calcolo da fare a mente, come quelli dei nostri trucchi di calcolo mentale.

Il reddito che conta, e che cosa si sottrae

Secondo le istruzioni ufficiali per la compilazione della DSU pubblicate dal ministero del Lavoro, i redditi considerati sono quelli del secondo anno precedente la presentazione: per una DSU presentata nel 2026, l'anno di riferimento è il 2024. Le principali informazioni reddituali arrivano direttamente dall'Agenzia delle entrate e dall'INPS, senza bisogno di autodichiararle.

Dal reddito si sottraggono alcune voci. Il DPCM prevede, per esempio, una detrazione pari al 20% dei redditi da lavoro dipendente, fino a un massimo di 3.000 euro, oppure, in alternativa, il 20% delle pensioni fino a 1.000 euro. Per un reddito da lavoro di 25.000 euro la detrazione sarebbe di 5.000 euro, ma si ferma al tetto di 3.000. Per capire da dove vengono le voci del reddito, la nostra guida per leggere la busta paga parte proprio dal lordo.

Il patrimonio mobiliare e la casa di abitazione

Il patrimonio mobiliare comprende conti, depositi, titoli e simili. Dal suo valore il DPCM detrae una franchigia di 6.000 euro, aumentata di 2.000 euro per ogni componente del nucleo dopo il primo, fino a un massimo di 10.000 euro, più 1.000 euro per ogni figlio dopo il secondo. Inoltre, come ricordano le istruzioni 2026, dopo il DPCM 14 gennaio 2025, n. 13, sono esclusi dal calcolo fino a 50.000 euro per nucleo i titoli di Stato (BOT, BTP, CCTeu), i buoni fruttiferi postali e i libretti di risparmio postale.

Per gli immobili si parte dal valore ai fini IMU, meno il mutuo residuo. La casa di abitazione di proprietà non conta se il suo valore netto è inferiore a 52.500 euro, soglia aumentata di 2.500 euro per ogni figlio convivente dopo il secondo; se è superiore, conta per due terzi della parte che supera la soglia. Per una casa da 60.000 euro netti, l'eccedenza è 7.500 euro e ne contano 5.000: i due terzi si calcolano come nelle frazioni a mente, dividendo per 3 e moltiplicando per 2.

Per alcune prestazioni, cioè assegno di inclusione, supporto per la formazione e il lavoro, assegno unico, bonus asilo nido e bonus nuovi nati, le istruzioni 2026 indicano una franchigia più alta per la casa di abitazione, che cresce per ogni figlio convivente dopo il primo.

La scala di equivalenza e le maggiorazioni

Il parametro della scala di equivalenza tiene conto del fatto che una famiglia più numerosa ha bisogno di più reddito, ma non in proporzione: due persone non spendono il doppio di una. I valori sono quelli dell'allegato 1 del DPCM.

Componenti del nucleoParametro
11,00
21,57
32,04
42,46
52,85
Ogni componente in più+0,35

Il DPCM prevede anche maggiorazioni: 0,2 per i nuclei con tre figli, 0,35 con quattro, 0,5 con almeno cinque; 0,2 per i nuclei con figli minorenni in cui entrambi i genitori, o l'unico presente, hanno lavorato almeno sei mesi nell'anno dei redditi, elevata a 0,3 se c'è un figlio sotto i tre anni. Con cinque componenti e tre figli, per esempio, il parametro diventa 2,85 + 0,2 = 3,05. Secondo le istruzioni 2026, per l'assegno unico e le altre prestazioni familiari citate sopra le maggiorazioni con due o più figli sono rideterminate.

Come calcolare l'ISEE di una famiglia: un esempio

Prendiamo una coppia con un figlio di 20 anni a carico e convivente, per un ISEE ordinario senza maggiorazioni. Reddito del nucleo dopo le detrazioni: 30.000 euro. Conto e risparmi: 20.000 euro. Casa di abitazione con valore IMU di 80.000 euro e mutuo residuo di 20.000.

PassaggioCalcoloRisultato
Patrimonio mobiliare20.000 − franchigia 10.000 (6.000 + 2.000 × 2)10.000 euro
Casa di abitazione80.000 − 20.000 = 60.000; (60.000 − 52.500) × 2/35.000 euro
ISP10.000 + 5.00015.000 euro
ISE30.000 + 20% di 15.00033.000 euro
Scala di equivalenza3 componenti2,04
ISEE33.000 ÷ 2,0416.176,47 euro

Il peso del patrimonio è minore di quanto si pensi: i 20.000 euro di risparmi, dopo la franchigia e il 20%, aggiungono 2.000 euro all'ISE, cioè meno di 1.000 euro all'ISEE. Il reddito resta la voce che conta di più.

Le maggiorazioni cambiano molto il risultato. Se la stessa famiglia avesse un figlio minorenne e i due genitori avessero lavorato almeno sei mesi nell'anno dei redditi, la scala salirebbe a 2,04 + 0,2 = 2,24, e l'ISEE scenderebbe a 33.000 ÷ 2,24, cioè 14.732,14 euro.

La DSU, l'ISEE corrente e i tempi

Il nucleo familiare, ai fini ISEE, è in genere la famiglia anagrafica alla data della DSU; le istruzioni precisano che i coniugi e i figli minori fanno parte dello stesso nucleo anche se non conviventi, e che i figli maggiorenni non conviventi a carico fiscale dei genitori possono esservi aggregati.

Per ottenere l'ISEE si presenta la DSU, la dichiarazione sostitutiva unica. Nella maggior parte dei casi basta la DSU MINI, che permette di calcolare l'ISEE ordinario valido per la generalità delle prestazioni; servono moduli aggiuntivi, per esempio, quando nel nucleo ci sono persone con disabilità. Esiste anche la DSU precompilata, con i dati già forniti dall'Agenzia delle entrate e dall'INPS. Secondo le istruzioni, l'ISEE viene calcolato e reso disponibile entro 10 giorni lavorativi. Quando arriva l'attestazione, conviene rifare il conto con la formula: dividere l'ISE per il parametro della scala è il modo più rapido per accorgersi di un dato sbagliato.

Se la situazione è cambiata, si può chiedere l'ISEE corrente, aggiornato ai redditi degli ultimi dodici mesi, o di due mesi riportati all'anno in caso di perdita, sospensione o riduzione del lavoro, quando ci sono variazioni rilevanti del reddito o del patrimonio o eventi come la perdita del posto di lavoro. È lo strumento giusto quando l'ISEE ordinario, basato sui redditi di due anni prima, non racconta più la situazione reale della famiglia.

Domande frequenti

Che cos'è l'ISEE?

È l'indicatore della situazione economica equivalente: l'ISE, cioè il reddito del nucleo più il 20% del patrimonio, diviso per il parametro della scala di equivalenza.

Quanto pesa il patrimonio nel calcolo dell'ISEE?

Il patrimonio, al netto delle franchigie, entra nell'ISE per il 20%. Per la casa di abitazione conta solo la parte oltre la soglia di 52.500 euro, e per due terzi.

Quali sono i valori della scala di equivalenza?

1,00 per una persona, 1,57 per due, 2,04 per tre, 2,46 per quattro e 2,85 per cinque, più 0,35 per ogni componente in più, con alcune maggiorazioni.

Quando conviene l'ISEE corrente?

Quando reddito o patrimonio sono cambiati in modo rilevante, o dopo eventi come la perdita del lavoro: l'ISEE corrente usa i redditi degli ultimi dodici mesi.

Quanto tempo serve per avere l'ISEE?

Secondo le istruzioni ufficiali per la DSU, l'ISEE viene calcolato e reso disponibile entro 10 giorni lavorativi dalla presentazione.

Come vengono considerati i titoli di Stato nell'ISEE?

Dopo il DPCM 13 del 2025, titoli di Stato, buoni fruttiferi e libretti postali sono esclusi dal patrimonio mobiliare fino a 50.000 euro per nucleo familiare.

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