Per imparare le tabelline servono pochi minuti al giorno e un ordine che parta dalle più facili: prima il 2, il 5 e il 10, per ultime il 7 e l'8. Il resto lo fanno la ripetizione regolare e qualche trucco.
A scuola, le tabelline fino a 10 sono un obiettivo della classe terza della primaria. A casa il compito di un genitore è un altro: creare l'abitudine, rendere l'allenamento leggero e lasciare che sia il bambino a trovare la risposta. Questa guida spiega quando si imparano, in che ordine, come aiutare senza sostituirsi e quali giochi usare.
Tabelline per bambini: cosa chiede la scuola e quando
Le Indicazioni nazionali per il curricolo del 2025 indicano, tra gli obiettivi al termine della classe terza della primaria, di conoscere le tabelline della moltiplicazione dei numeri fino a dieci. Tra gli stessi obiettivi ci sono contare a voce e mentalmente, in avanti e all'indietro, ed eseguire semplici moltiplicazioni, spiegando le procedure di calcolo. Alla fine della quinta, le quattro operazioni vanno eseguite con sicurezza, scegliendo quando ricorrere al calcolo mentale, a quello scritto o alla calcolatrice.
Le tabelline dell'11 e del 12 vanno oltre questo obiettivo, che si ferma a dieci. Si possono aggiungere più avanti, quando le altre sono sicure: quella dell'11 è facile fino a 11 × 9, quella del 12 si ricava dal 10 più il 2.
Le prove INVALSI misurano la matematica già in seconda primaria. Secondo il comunicato del Rapporto INVALSI 2026, la quota di bambini che raggiungono almeno il livello base in matematica è scesa dal 67% al 64% in seconda primaria e dal 66% al 63% in quinta, tra il 2025 e il 2026. Le tabelline sono solo una parte della matematica, quella su cui poggiano molte operazioni successive.
Tabelline a memoria, in un ordine che aiuta
Non tutte le tabelline costano la stessa fatica. Conviene partire da quelle che si appoggiano su ciò che il bambino sa già, il doppio, lo zero, la metà, e lasciare per ultime quelle con meno appigli.
| Ordine | Tabellina | Su cosa si appoggia | Esempio |
|---|---|---|---|
| 1 | 2 | Il doppio | 2 × 7 = 7 + 7 = 14 |
| 2 | 10 | Si aggiunge uno zero | 10 × 6 = 60 |
| 3 | 5 | La metà del 10 | 5 × 8 = metà di 80 = 40 |
| 4 | 3 | Contare a salti di tre | 3 × 7 = 21 |
| 5 | 4 | Il doppio del doppio | 4 × 6 = 12 + 12 = 24 |
| 6 | 9 | Il 10 meno una volta | 9 × 7 = 70 − 7 = 63 |
| 7 | 6 | Il 5 più una volta | 6 × 7 = 35 + 7 = 42 |
| 8 | 8 | Il doppio del 4 | 8 × 7 = 28 + 28 = 56 |
| 9 | 7 | Quasi tutta già nota | 7 × 7 = 49 |
La proprietà commutativa dimezza il lavoro: 3 × 7 e 7 × 3 sono lo stesso fatto. Se si tolgono anche le righe dell'1 e del 10, le moltiplicazioni da memorizzare tra i numeri da 2 a 9 sono 36. Con l'ordine della tabella, quando si arriva al 7 resta un solo prodotto davvero nuovo, 7 × 7 = 49: tutti gli altri si conoscono già dalle tabelline precedenti.
Per lavorare su una tabellina alla volta, la nostra pagina sulle tabelline dal 2 al 12 ha una scheda per ciascuna, con la tabella completa, i trucchi e gli esercizi.
Come aiutare i figli con le tabelline senza fare al posto loro
- Poco e spesso. Cinque o dieci minuti al giorno sono più facili da mantenere di un'ora la domenica.
- Chiedere come ci è arrivato. «Come lo hai trovato?» insegna più della risposta giusta, e mostra quale strategia usa il bambino.
- Lasciare il tempo di pensare. Suggerire subito la risposta toglie al bambino proprio lo sforzo di ricordare, che è l'esercizio vero.
- Passare dalla strategia alla memoria. All'inizio 6 × 7 si ricava da 5 × 7 + 7; con il tempo deve diventare un fatto che si ricorda subito.
- Lodare l'impegno. La rapidità viene con la pratica, e un bambino che si sente giudicato sul tempo tende a bloccarsi.
Se il bambino si blocca sempre sugli stessi prodotti, annotali su un quaderno: tre o quattro fatti difficili da ripassare ogni giorno sono più utili di una tabellina intera ripetuta da capo. Quando un prodotto è uscito giusto e senza esitazioni per alcuni giorni di fila, si può togliere dalla lista.
Giochi per le tabelline da fare a casa
- Dadi. Si lanciano due dadi e si moltiplicano i numeri: con dadi a sei facce si allenano i prodotti fino a 6 × 6.
- Carte. Con un mazzo di carte francesi senza figure si girano due carte e vince chi dice per primo il prodotto, fino a 10 × 10.
- Il numero nascosto. «Penso a un numero: per 7 fa 56. Qual è?» Allena la divisione insieme alla moltiplicazione.
- Salti a voce. In auto o a piedi, contare a salti di 3, di 4 o di 6, in avanti e all'indietro.
- Tombola dei prodotti. Ogni cartella ha dei risultati, come 24, 36 o 42, e si estraggono le moltiplicazioni.
Un gioco funziona finché è breve e il bambino vince spesso. Quando diventa un'interrogazione, meglio cambiarlo: lo scopo è che le tabelline restino un momento leggero della giornata.
Trucchi per le tabelline più difficili
Le ultime tabelline si imparano meglio con un appiglio. Ognuna ha il suo:
| Tabellina | Trucco | Esempio |
|---|---|---|
| 9 | Il 10 meno una volta; le cifre del risultato sommano 9 | 9 × 6 = 60 − 6 = 54, e 5 + 4 = 9 |
| 8 | Raddoppiare tre volte | 8 × 7: 14, 28, 56 |
| 6 | Il 5 più una volta | 6 × 8 = 40 + 8 = 48 |
| 4 | Raddoppiare due volte | 4 × 9: 18, 36 |
| 7 | Scomporre il 7 in 5 + 2 | 7 × 8 = 40 + 16 = 56 |
| 11 | Fino a 11 × 9, la cifra si ripete | 11 × 7 = 77 |
Per la tabellina del 9 esiste anche il trucco delle dieci dita, che i bambini trovano divertente: la nostra scheda sulla tabellina del 9 lo spiega passo per passo, insieme alla regola della somma delle cifre.
Quanto tempo serve per imparare le tabelline
Ogni bambino ha i suoi tempi, e le tabelline facili arrivano prima di quelle del 6, del 7 e dell'8. Il segnale più chiaro che l'allenamento funziona è la risposta che arriva senza contare sulle dita, anche quando le domande sono in ordine sparso. Un altro buon segnale è che, davanti a un prodotto dimenticato, il bambino sappia ricostruirlo da solo, per esempio 8 × 6 partendo da 8 × 5.
Una verifica semplice si fa una volta alla settimana: venti moltiplicazioni in ordine sparso, scritte su un foglio. Il cronometro non serve; basta segnare quelle che hanno richiesto più tempo e metterle nella lista dei giorni seguenti.
Quando le tabelline sono solide, si può passare ai trucchi di calcolo mentale per moltiplicazioni più grandi, sconti e somme. Kalc allena tabelline, frazioni e percentuali in dieci minuti al giorno, ma anche un quaderno e un paio di dadi bastano, purché l'abitudine sia quotidiana.
Domande frequenti
A che età si imparano le tabelline a scuola?
Secondo le Indicazioni nazionali del 2025, conoscere le tabelline fino a 10 è un obiettivo al termine della classe terza della primaria, quindi intorno agli otto o nove anni.
Quale tabellina conviene imparare per prima?
Quella del 2, che si basa sul doppio, poi quelle del 10 e del 5. Seguono il 3 e il 4, poi il 9, il 6, l'8 e per ultima il 7, quando ne resta un solo prodotto nuovo.
Quanto tempo al giorno serve per le tabelline?
Cinque o dieci minuti al giorno bastano, purché siano tutti i giorni. È più utile ripassare ogni giorno pochi prodotti difficili che ripetere una tabellina intera una volta alla settimana.
Come aiutare i figli con le tabelline senza fare i compiti al posto loro?
Chiedendo come hanno trovato il risultato, lasciando il tempo di pensare e allenando pochi prodotti difficili alla volta, invece di dare subito la risposta.
Quali giochi aiutano a imparare le tabelline?
I dadi, le carte francesi senza figure, il numero nascosto, la tombola dei prodotti e i salti di tre o di quattro contati a voce, in avanti e all'indietro.
Allena il calcolo mentale con Kalc
Dieci minuti al giorno, adattati al tuo livello, con la ripetizione dilazionata che ti ripropone ciò che sbagli.
